Difficile capire da dove venga questo rinnovato entusiasmo, che lascia anche spaesati. Saranno quei pochi giorni di vacanza, utili per staccare la spina. Sarà forse quel corso di pilates, iniziato per compiacere l’amica danzerina. Sarà che la mole di lavoro per un attimo è calata ed è più facile respirare. O forse sarà semplicemente che febbraio è iniziato, lasciando alle spalle le feste comandate, i regali dovuti, la necessità di festeggiare, per entrare in quel periodo dell’anno dove la temperatura si ammorbidisce (a parte i -2 di stamattina), in cui è facile vagheggiare una primavera di rinnovamento o semplicemente accettare che per un attimo, solo per un attimo, tutto proceda senza troppi intoppi. Che paura anche solo pensarlo!
Nel frattempo le orchidee sono sbocciate, per smitizzare le fioriture primaverili, cresciute da un ramo reciso, ancorate allo stelo, aprono a poco a poco i loro petali. L’inverno non le ha fermate.
Così forse sbocciamo da stagioni dure e rigide, da inverni che ci scavano addosso i loro segni, dalle intemperie del cuore, dal faticoso lento trascorrere di giornate incerte. Prendiamo vita da quelle radici assetate di luce, dall’acqua centellinata, che altrimenti ci annegherebbe. Riviviamo poco a poco quando è il momento, non secondo stagione, ma in armonia con le nostre forze, adattandoci a nuovi terreni, a passi meno affrettati, a una vita che non sempre abbiamo scelto ma che salutiamo lo stesso aprendo i nostri petali e offrendoci a lei.