Lui&Lei

Avevano atteso quei tre giorni. Erano mesi che le cose andavano avanti. Si erano parlati al telefono per ore, mentre lui continuava a guardarsi intorno e lei cercava di venire a capo del suo lavoro, che le toglieva sempre più serenità. Si erano pure visti ma le cose non erano andate bene, lei se n’era andata al mattino indispettita per non essere stata considerata, lui l’aveva cacciata dalla stanza. Sembrava tutto finito, ma poi lei aveva capito di essere stata troppo impetuosa, di aver ceduto alla paura ed era tornata sui suoi passi. Aveva chiesto scusa, convinta di non interessargli ma lui l’aveva cercata, avevano ripreso a parlarsi a qualsiasi ora del giorno e della notte e lui le aveva detto: raggiungimi in Sardegna. Lei non se lo era fatto ripetere due volte, aveva prenotato un volo aereo ma si sarebbero visti solo dopo due mesi, un’attesa eterna che lui non era in grado di reggere. Spirito libero, si chiedeva che cosa lo attraesse così tanto a lei, che cosa lo avesse attirato nella rete. Lei lo prendeva di testa, lo faceva fantasticare ma senza grandi sforzi, lei si nascondeva, non amava esporsi. Lui ricercava il divertimento ma poi c’era lei che lo riportava a se stesso, a quella parte di sé che in pochi conoscevano, sapendo perfettamente quanto fosse complicato e imprevedibile. Lei gli riconosceva questa natura, lo sapeva, ma non realizzava fino a che punto avrebbe saputo tenere testa a una persona del genere, quanto poteva essere forte e caparbia, perché se da una parte amava le nature irrequiete, conosceva anche i risvolti più drammatici e quanto la pazienza, il tempo e il silenzio contavano per smuovere l’animo umano.

Si incontrarono. Lei arrivò di notte, lui lavorava di notte. Tre giorni. Tre giorni in cui condivisero letto, scooter, pranzi, cene, vita, racconti, spiaggia. Dopo lei partì. Era arrivata e già ripartiva, difficile capire che cosa era successo, se non fosse stato per qualcuno che sosteneva che lei aveva operato una sorta di miracolo nel tranquillizzarlo. Ma i miracoli non esistono. Lui era rimasto stupito e spaventato, sospeso e poi riapprodato a terra, nella sua solita routine, difficile capirci qualcosa. Ma la verità è che non c’è nulla da capire. A volte occorre solo il tempo, lasciarsi vivere, assecondare se stessi, non avere fretta, accettare anche quelle sfumature grigie tendenti al nero. Lei no. Lei sapeva di volerlo, sapeva da mesi di volerlo, ma non aveva mai considerato che le cose avrebbero potuto andare bene, perché abituata da sempre al fallimento in amore, non si aspettava nient’altro. Non avrebbe mai pensato di poter stare così bene con una persona, essere trattata con rispetto e tutto questo forse esercitava un potente sortilegio su di lei. Magari non sarebbe stato lui l’uomo che avrebbe dipanato le pieghe del suo cuore ma certamente lasciava una bella impronta di sé. Lui non si fece più sentire, lei non gli scrisse più, era inutile inseguire qualcuno che non era pronto per lei. Forse lo sarebbe stato, forse no, difficile dirlo ma in fondo al suo cuore lei sperava che in mezzo a quelle telefonate notturne, a quelle chiacchiere infinite, a quel litigare e poi fare pace, a quel lanciarsi sguardi qualcosa fosse rimasto anche solo per poter riprendere un dialogo, per potersi rivedere, per non perdersi di vista, magari complici quegli asciugamani che lei gli aveva lasciato.

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