Giugno

Tutto si conclude, anche un anno iniziato sotto i peggiori auspici, in cui si è augurato al prossimo qualche palata di cacchetta a rimborso di grane non desiderate. Mesi in cui la rabbia e lo stress hanno raggiunto l’apice, in cui il virus si è riappropriato di spazi e di momenti, in cui il sonno si è tramutato in una conquista. Poi tutto termina, anche un po’ malinconico, un altro anno trascorso, persone che se ne vanno, lasciano il posto ad altre, alcune ancora mantengono la poca trasparenza di cui sono dotate e non lasciano trapelare nulla di sé. Oggi addirittura piove, in un contesto di notizie che predicava siccità, desertificazione e prospettava ristrettezze idriche.

E’ il 28 giugno di quello che potrebbe essere il 2032, perché improvvisamente mi sento più vecchia, più distaccata, più consapevole, meno sognatrice, un po’ come in quei romanzi noir in cui i protagonisti girano per città cupe, attraverso vicoli tortuosi e stentano a venire a capo della loro esistenza. Ecco, una vera vita definita ancora non ce l’ho, e non credo farà mai capolino tra le mie giornate. Forse con questo nuovo sguardo su di me abbandono colei che ho sognato e desiderato essere per accettare quella che sono, la vera me. Forse pensavo di essere pronta ad altro, destinata a fronteggiare diversamente il mio destino, invece scopro una persona mai calcolata prima, mai incrociata sul mio cammino, forse perché le circostanze non lasciavano intendere quello che poi sarebbe successo.

Un anno in cui ho imparato tanto. Ho messo le basi molto incerte di una nuova lingua, ho imparato posture e passi, esattamente come desideravo, ho raggiunto risultati riconosciuti e se me l’avessero chiesto, non avrei preventivato niente di tutto questo. In fondo sono contenta, ma cerco di non mostrarlo, non vorrei che il destino se ne accorgesse troppo in fretta e mi piazzasse qualche bella sorpresa, quando già non mancano. Grazie giugno, che termini, che allontani questi mesi, che mi fai comprendere che a tutto c’è una fine, anche ai periodi più bui, che termini e per un attimo non chiedi niente in cambio, ma anzi mi regali un sonno ristoratore dopo tanto tempo.

Un pensiero riguardo “Giugno

  1. Un bellissimo distillato di giugno:-) Un mese di passaggio, di transizione, il traghetto verso l’estate e dunque verso una nuova stagione – metereologica ma anche interiore, perfetta per fare bilanci e farsi pat pat da sole sulla spalla: fai solo bene a congratualrti con te stessa per i piccoli e i grandi traguardi raggiunti: sappi che c’è gente, gente a te vicina, che si auto-compiace per esser diventata un po’ meno indulgente e paziente urbii et orbi! Un successone, capirai! Ciao dancin’ queen, see you moooolto presto!

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