q.b.

Quanto basta.

Quanto basta per ritrovarsi coinvolta in una storia e scoprire di essere stata l’unica a crederci?

Quanto basta per lasciare andare emozioni, sentimenti, come un fiume in piena, quando non sarebbe davvero necessario?

Qual è la ricetta, la misura necessaria, il giusto mezzo per non sentirsi spazzare via da tutto, per non provare quella eterna sensazione di profonda solitudine che un sentimento vero e vissuto lascia sempre, una volta che termina?

Qual è l’arma segreta per salvarsi, per mettersi al riparo dal pericolo che una relazione inevitabilmente porta con sé?

Ecco, oggi mi dico che non è necessario andare oltre se stessi, non è giusto né salutare. Una teoria che sarebbe bello tramutare in una sana pratica, in quel movimento di salvaguardia di se stessi mentre un velo di depressione annebbia gli occhi, pieni di lacrime.

La notte non è stata più la stessa per tanto tempo, per mesi che non hanno ceduto il passo al sonno. Poi ti svegli una mattina e realizzi che eri solo tu, che nessuno ha fatto altrettanto per te, perché la specie uomo fugge, non piange. Come nelle migliori tradizioni, la miglior difesa è la fuga. Non c’è soluzione. Così forse è meglio lasciare andare, quanto basta.

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