Sunday

Una bella giornata di sole. San Valentino. Una camminata in campagna, fra sterrati e fango.

Forse è normale sentirsi così, un po’ fragili, un po’ nostalgici, un po’ stanchi, un po’ arrabbiati. Mentre le gambe vanno e il sole scalda, dentro è difficile non percepirsi freddi, distaccati o feriti. Il problema non è certamente credere in un sentimento, quanto credere in qualcuno. E ormai da tanto che la sfiducia la fa da padrone, come se mi fossi saturata di falsità e ipocrisia, come se non sapessi più vedere la verità. Ed è forse questo il male peggiore di tutti, quello che non riesce a guarire, che non trova le parole giuste per uscire, che mi chiude sempre di più. Le pugnalate, la costante necessità di guardarmi le spalle, quella ferita continua che è diventata una seconda pelle, il tramite attraverso il quale confrontarmi con il mondo, pensando sempre male, alzando mille barriere.

Non mi fido. Non ci credo.

Mentre cammino il nodo si mostra lentamente, poco a poco. Ed è tempo di guarire, perché non basta solo curare.

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