Incontri e scontri

Il solito entusiasmo di dover lavorare anche il sabato mattina accompagna il mio arrivo a scuola. Ore 9 varco le porte del cancello, saluto il don di turno, apro le classi, preparo disinfettanti e igienizzanti vari e attendo l’arrivo degli esaminatori. 9:30 precise si presentano, questa volta sono tutte donne, mentre mostro loro le aule per la certificazione, compare l’ultima, sale le scale, inizia a parlarmi in inglese ma non ce n’è bisogno, la conosco da almeno 15 anni, da quel lontano 2005 in cui siamo state licenziate insieme, in una ormai dimenticata sera di maggio. Al tempo sapevo molto meno di oggi da che parte ero girata, inconsapevole della vita e dei suoi amari meccanismi, lontana dalla persona che sono ora, più sicura, più spavalda ma certamente meno matura. Anche lei si ricorda di me, è già venuta diverse volte a esaminare i ragazzi e ogni volta pensa a me. Mi chiede come sto, le racconto di mio padre e lei dice che ricorda molto bene quanto fossi legata a lui. Non ricordo nemmeno di avergliene parlato. Chissà quante altre cose mi sfuggono.

Ci guardiamo, ci scrutiamo, l’ultima volta ci siamo lasciate con una telefonata in cui venivo accusata di essere una persona cattiva, così almeno mi sembra, perché non è la prima volta che succede. Non la capivo, non supportavo le sue scelte, mentre ritengo non sia sempre necessario essere d’accordo con qualcuno per volergli bene. Poi le nostre vite hanno preso strade diverse, così lontane e impraticabili che lei lavora dietro casa mia e fa l’esaminatrice presso la mia scuola. Così decidiamo che quel tempo è passato, che lo mettiamo da parte e che apriamo un altro capitolo, un’altra pagina, sfogliamo un nuovo album di fotografie, in cui forse non siamo più quelle persone o lo siamo ancora, ma più provate dagli eventi. Non servono nemmeno troppe parole per dirselo, bastano giusto poche frasi.

Per quanto il mio cuore sia carico di amarezza, rabbia e sofferenza per relazioni che mi hanno ferito, mi arrendo all’evidenza che la vita ha le sue strade, che poi si ritorna sempre lì, a quel punto non ancora scelto, a quel nodo non ancora sciolto, a quel perché per cui c’è ancora qualcosa da dire, qualcosa da fare. Per quanto non riesca ad arrendermi di fronte a certe evidenze e la mia volontà vorrebbe farla da padrona sempre su tutto, forse questa è l’ennesima riprova che la vita scava il suo tortuoso cammino, smussa gli spigoli, appiana le difficoltà, scava i solchi, permettendoci semplicemente di essere.

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