Curare

Non ho mai fatto liste di buoni propositi, ma quest’anno per la prima volta ne ho sentito la necessità. Credo sia stato il bisogno di mettere nero su bianco quello che sono effettivamente in grado di fare ed ottenere, e quanto invece mi piacerebbe raggiungere senza possedere ancora gli strumenti necessari. Sarà stata anche la rabbia che ho riversato contro colui a cui tengo tanto che mi ha messo di fronte all’idea, ormai convinzione, che è tempo di curare certe ferite. Così armata di biro ho buttato giù una lista di quattro o cinque buone intenzioni, senza puntare ad obiettivi troppo alti, qualcosa di standard, di ponderato, senza chiedere troppo a me stessa. Ho anche deciso di scrivere quello che facilmente apparterrà ad intenzioni future, a propositi per altri momenti, non per questo.

Ho capito che reagire è innato, è un meccanismo di sopravvivenza che sviluppiamo e che esercitiamo, ma non cancella le ferite e con il tempo, trascurandole, c’è il rischio che si trasformino in piaghe e che non si rimarginino più. Ho realizzato di avere bisogno di tempo per curare la rabbia, per respirare, per lasciare andare e soprattutto per non trattenere in continuazione. Mi sono sentita in apnea, con la richiesta continua di essere performante, all’altezza, affidabile, serena e dentro un turbinio di emozioni inascoltate. Per evitare di attaccare briga e mandare a stendere, ho preso le distanze, ma dentro ho assorbito tutto il marcio che avevo intorno, lentamente, mentre sorridevo e riprendevo in mano la vita, quando il primo desiderio era quello di non alzarsi la mattina.

Ho fatto un favore a tutti, negandolo a me stessa. Mi sono impedita di prendermi davvero cura di me. Adesso non guardo avanti, fiduciosa che andrà tutto bene, perché spesso non dipende da nulla, ma guardo a domani, cercando di ritagliare quello spazio in cui respirare, in cui sola con me stessa, come lo sono stata per lungo tempo, cerco di abbracciarmi, senza la necessità di riprendere le mie forze, perché a volte si vive e basta. Non è necessario fare altro.

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