Matera

In questa fine estate, mentre il mattino regala il primo vento freddo e le montagne già si imbiancano, penso a Matera. Ripercorro con la mente le strade tortuose di un Sud Italia sconosciuto. Amore a prima vista, come sempre, come quelle grandi passioni estive che lasciano il segno, e questa volta è la bellezza a farla da padrona. Perché se c’è davvero qualcosa che potrà salvare il mondo, non potrà essere che il bello, l’unico, l’irripetibile. Così, l’immagine di questa città rimane viva nella mia memoria, proprio ora che le sono lontana, nel momento stesso in cui le giornate cambiano d’accento, quando è ormai chiaro che l’estate non può essere che un ricordo, almeno questa. Ma un po’ mi sento ancora lì, con i pensieri avvolti da tanti dubbi sul domani, mentre percorro strade che a prima vista sembrerebbero lisce e pianeggianti, ma che in fondo nascondono tortuosità. Il cielo sotto il quale cammino è diverso, ma l’animo no. Ancora imprigionata in una regnatela di perché, a mille kilometri di distanza da una vita che non riconosco, se non per esserci passata più volte accanto. Affascinata da quel bianco accecante, da quel sole dirompente, da quelle strade che si intersecano in una storia che non mi appartiene, ma che tanto mi assomiglia, perché in fondo questo salire e scendere è un cammino che conosco. Ed è forse anche familiare ritrovarsi in mezzo al nulla, in una terra bruciata, arsa dal sole, dove tutto è stato spazzato via dal vento. Niente sarà più uguale a prima, niente avrà lo stesso sapore, la stessa immagine, la stessa intensità. Arriveranno le piogge, la stagione cederà il posto alle malinconie e sarà bello pensare a un posto unico al mondo, per sfuggire, per sentirsi ancora in vacanza, lontani. Ma sarà anche facile pensare di essere simile a una città che nasce da se stessa, dalla sua stessa storia, che si reinventa e cambia forma. Una città che nasce in mezzo al nulla e che eroicamente si staglia contro il cielo, che sopravvive alle stagioni, agli anni e alle intemperie. Un po’ forse quello che tutti tentiamo di fare, per non perderci, per ritrovarci diversi ma uguali, e magari anche un po’ cresciuti.

Un pensiero riguardo “Matera

  1. Che meraviglia! Le tue parole la foto che hai scelto, la chiosa finale…TUTTO! speriamo cara, speriamo davvero che sia così, e di far nostra anche un po’ la corazza di quelle rocce. Qui tempi difficili, ma ti dirò… Un grande bacio

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